Quesito n. 1 - Regola Tecnica Autorimesse
Punto 3.9.0. Ventilazione naturale - ….di un sistema
di aerazione naturale costituito da aperture ricavate nelle
pareti e/o nei soffitti e disposte in modo da consentire un
efficace ricambio dell'aria ambiente, nonché lo
smaltimento del calore e dei fumi di un eventuale incendio.
Sembrerebbe rilevarsi che le aperture di aerazione, al fine di
consentire i necessari ricambi dell’aria, debbano intendersi
come permanenti.
Punto 3.9.1. Superficie di ventilazione -… Nei casi nei
quali non è previsto l'impianto di ventilazione meccanica di cui
al successivo punto, una frazione di tale superficie -
non inferiore a 0,003 m2 per metro quadrato di pavimento -
deve essere completamente priva di serramenti. |
| E’ possibile prevedere superfici di
aerazione dotate di infissi apribili e dotare l’autorimessa di
aperture permanenti con superficie uguale o superiore a quella
indicata la 3.9.1? |
Sì |
| Le suddette superfici permanenti
devono essere comunque uniformemente distribuite e poste a
distanze non superiori ai 40 m? |
Sì |
Quesito n. 2 - Regola Tecnica Autorimesse
Punto 3.10.7. Scale - Ascensori - Per le autorimesse
situate in edifici aventi altezza antincendi maggiore di 32 m,
le scale e gli ascensori devono essere a prova di fumo, mentre
per le autorimesse situate in edifici di altezza antincendi
inferiore a 32 m sono ammesse scale ed ascensori di tipo
protetto. |
| In un’autorimessa ad un solo piano
(interrato o f.t.) le scale che conducono al piano terra
direttamente su spazio a cielo libero devono comunque rispettare
i requisiti di cui al punto 3.10.7? |
No, ma la scala deve essere considerata nel computo della
lunghezza della via di esodo. |
|
Quesito n. 3 - regola tecnica Uffici |
| Un locale di 100 mq destinato ad
archivio. Se viene suddiviso in tanti singoli compartimenti di
superficie non superiore a 15 mq e ferme restando le
prescrizioni del punto 8.3.1 (resistenza al fuco, carico
incendio etc.) si configura sempre come un archivio di 100 mq?
Si configura sempre l’attività 43? |
No. No. |
Quesito n. 4 - Generale
Come noto la cric. 91/61 è andata in pensione ed è stato
emanato un nuovo decreto per la valutazione, gabellare e non,
della resistenza al fuoco delle strutture. La nuova disposizione
non si applica alle attività per le quali è già stato rilasciato
il CPI o il parere di conformità antincendio. |
|
Nel caso un’attività priva di CPI o parere di conformità ma
costruita in anni antecedenti le nuove disposizioni (casi non
rari), ad esempio un edificio di civile abitazione con altezza
in gronda superiore a 32 m o altra attività, con quale
disposizione deve essere certificata la resistenza al fuoco? |
Con la nuova. |
Quesito n. 5 - Scuole
Nell’art. 5.2 del DM 26.8.89 per le scuole con più piani
fuori terra, è richiesta, oltre alla scala che serve al normale
deflusso, almeno una scala di sicurezza esterna o una scala a
prova di fumo. Nella lettera circolare P2244/4122 sott. 32 del
30.10.96 al punto B2 è ammesso che per edifici fino a 2 piani
fuori terra possa essere realizzata una sola scala rispettando
specifiche condizioni. |
|
Un edificio scolastico costituito da un piano seminterrato, dal
piano terreno e dal piano primo considerando che l’accesso
principale avviene dal piano terreno, e che il piano
seminterrato è dotato di proprie uscite verso l’esterno, può
essere considerato compreso nel punto B2 della LC? Il quesito
nasce dal fatto che riferendosi alla parte del piano
seminterrato accessibile dall’esterno, l’edificio è composto da
3 piani fuori terra, riferendosi all’accesso principale posto al
piano terreno, l’edificio è a due piani fuori terra. |
Occorre una seconda scala. |
Quesito n. 6 - Scuole
Nella lettera circolare P2244/4122 sott. 32 del 30.10.96 al
punto B2 è ammesso che per edifici fino a 2 piani fuori terra
possa essere realizzata una sola scala rispettando specifiche
condizioni tra cui la lunghezza del percorso di piano. |
|
La lunghezza deve essere calcolata dalla parete finale del
corridoio, o può essere calcolata dalla porta dell’ultima aula
attestata del corridoio? Se la parte terminale del corridoio è
costituita da servizi igienici, la lunghezza di piano deve
essere calcolata dalla porta di accesso a questi o dalla porta
di accesso all’ultima aula? |
La lunghezza deve essere calcolata comprendendo anche i servizi
igienici. |
Quesito n. 7 - Ascensori
L’attività 95 è riferita ad ascensori e montacarichi in
servizio privato, aventi corsa sopra il piano terreno maggiore
di 20m, installati in edifici civili aventi altezza in gronda
maggiore di 24m e quelli installati in edifici industriali di
cui all’art. 9 del DPR29.5.63 n. 1497. |
Un ascensore installato nei casi sottoindicati, costituisce
attività 95?
1. edificio, destinato esclusivamente ad uffici;
2. edificio destinato ad uffici, con un locale deposito;
3. edificio destinato ad uffici, con un locale autorimessa. |
1. solo se supera 20m;
2. maggiore di 20m o attività artigianale;
3. maggiore di 20m. |
|
Quesito n. 8 - sistemi aperture porte |
| Esistono degli orientamenti per la
realizzazione di idonei e sicuri sistemi di apertura delle porte
di uscita di sicurezza presenti in strutture sanitarie con
pazienti con particolari patologie? |
Non esistono orientamenti specifici, comunque deve essere
valutato qualcosa nel sistema di gestione della sicurezza e nel
Piano della Sicurezza; bisogna comunque valutare caso per caso. |
|
Quesito n. 9 - D.Lgs. 6262/94 |
|
In merito all’applicazione del D.Lgs. 626/94, quali sono le
attività a specifico rischio incendi? E questo come si collega
al D.P.R. 37/98? |
Individuate le caratteristiche dei rischi della nostra attività,
occorre la verifica in base al D.Lgs. 626/94 o al D.M.I. 10
Marzo 1998. |
|
Quesito n. 10 - vano corsa e montacarichi |
| Nelle attività non industriali e
non civili, il vano corsa ascensore e montacarichi, è
un’attività soggetta al D.M. 16/02/1982? |
I vani corsa di ascensori e montacarichi installati in
attività artigianali sono assimilabili ad attività industriali e
quindi sono sempre soggette indipendentemente dalla lunghezza
del vano corsa.
I vani corsa di ascensori e montacarichi installati in edifici
non civili sono attività 95 qualora la lunghezza del vano corsa
sia maggiore di 20 mt |
|
Quesito n. 11 - box autorimesse |
| È superabile il limite dei 40 mq
per singolo box nelle autorimesse soggette al D.M. 01 Febbraio
1986? |
SÌ, ma solo con la richiesta di Deroga. |
Quesito n. 12 - Strutture pressostatiche
In accordo all’art. 2.1 del Titolo II del D.M.12/04/1996,
l’impianto per la produzione di calore installato all’aperto può
essere posto in adiacenza alle pareti dell’edificio servito se
la parete stessa ha caratteristica di resistenza al fuoco REI 30
ed è realizzata con materiale di classe 0 di reazione al fuoco;
inoltre la parete deve essere priva di aperture poste nella zona
che si estende, a partire dall’apparecchio, almeno 0,5 m
lateralmente e 1 m superiormente.
Se la parete non soddisfa queste caratteristiche, in tutto o in
parte, deve essere rispettata una delle due seguenti condizioni:
- gli apparecchi devono essere installati ad almeno 0,6 m dagli
edifici;
- deve essere interposta una struttura con caratteristiche REI
120, avente dimensioni superiori di almeno 0,50 m della
proiezione retta dell’apparecchio lateralmente, ed 1 m
superiormente.
Se l’edificio in questione è un ambiente coperto da strutture
pressostatiche (ad esempio un campo da tennis) |
|
La struttura pressostatica può essere assimilata ad una parete
dell’edificio, così come riportato dall’art. 2.1, e quindi è
sufficiente porre l’apparecchio ad una distanza di 0,6 m da
essa? Oppure, non considerando la struttura pressostatica
assimilabile ad una parete, è necessaria l’interposizione di una
parete REI 120, con dimensioni superiori di almeno 0,50 m della
proiezione retta dell’apparecchio lateralmente, ed 1 m
superiormente? |
Qualora l’elemento di separazione abbia una resistenza al fuoco
inferiore a REI 30 o sia realizzato in materiale combustibile e
le distanze minime previste dal D.M. non siano rispettate deve
essere interposta una parete con caratteristiche REI 120. |
Quesito n. 13 - Attività di saldatura
In riferimento alle officine aventi numero di addetti
superiore a 5, in cui, anche se soltanto saltuariamente, si
effettuano operazioni di saldatura, ed in cui non sono presenti
macchinari o dispositivi fissi di saldatura, ma vengono
utilizzati apparecchi portatili, costituiti da bombole di
acetilene ed ossigeno di piccole dimensioni, per poter eseguire
le suddette operazioni |
|
Tali officine rientrano, come attività individuate al n. 8
dell’allegato al D.M. 16/02/82, fra quelle soggette al controllo
dei VV.F.? |
L’attività è individuata al punto 8 del D.M. 16/02/82 qualora il
numero degli addetti alla saldatura sia superiore a 5.
Il numero degli addetti deve risultare da apposita dichiarazione
resa dal titolare dell’attività. |
Quesito n. 14 - Presidi antincendio
In riferimento al D.M. 26/08/1992, relativo all’edilizia
scolastica, che prevede la possibilità di installare idranti
all’interno dei locali filtro a servizio delle scale a prova di
fumo interne |
| È possibile installare naspi o
idranti nei vani scala di tipo protetto, oppure in
corrispondenza dei filtri a servizio di scale a prova di fumo,
realizzate all’interno di attività soggette al controllo dei
VV.F.? |
Vale quanto previsto dal D.M., il posizionamento dei presidi
può essere effettuato anche all’interno dei filtri. |
Quesito n. 15 - Larghezza porte
In riferimento alla larghezza delle porte poste lungo il
percorso di esodo, all’interno di attività soggette al controllo
dei VV.F. |
|
La larghezza delle porte poste lungo le vie di uscita deve
essere, in ogni caso, multipla del modulo di uscita e mai
inferiore a 1,20 m, oppure è possibile che tali porte abbiano
una larghezza anche inferiore, comunque commisurata al massimo
affollamento ipotizzabile nelle zone in cui sono installate le
porte stesse? |
Per quanto non previsto da specifiche normative vale quanto
previsto dall’art. 33 del D.Lgs. 626/94. |
|
Quesito 16 |
|
Un’attività commerciale che è in possesso del C.P.I., ma che
è oggetto di ristrutturazione, deve essere comunque conforme,
dopo i lavori, alle nuove normative vigenti? |
Attività commerciale ai sensi dell’art. 5 del DPR 37/98, deve
essere riavviato il procedimento. In caso di modifiche che non
influiscono sugli aspetti di prevenzione incendi queste, devono
essere discusse con il responsabile del procedimento presso il
Comando. |
|
Quesito 17 |
|
Per una attività con meno di 10 dipendenti, in fase di
sopralluogo per l’ottenimento del CPI, la valutazione del
rischio incendio può essere fatta in forma di autocertificazione
o deve essere fatta in forma analitica scritta? |
Può essere fatta in forma di autocertificazione. |
Quesito 18 - Autorimessa
In una autorimessa posta nel Comune di xxxxxxxxxx in un
fabbricato la cui costruzione è avvenuta a cavallo degli anni
dal 1986 al 1989, il costruttore ha realizzato 9 locali garages,
uno dei quali con capacità di parcamento di due autovetture,
immediatamente venduto a due acquirenti diversi, non è stato
provveduto alla richiesta del certificato di prevenzione
incendi, in quanto ritenuto non dovuto. Successivamente i due
proprietari del garage a “doppia proprietà”, hanno ritenuto di
dover dividere fisicamente le loro proprietà, mediante la
realizzazione di un muro divisorio e l’installazione dei
bandoni, opere per le quali richiesero l’autorizzazione al
Comune e il parere di conformità al Comando VV.F. provinciale,
entrambi ottenuti con esito favorevole. I due fanno i lavori e
si instaura una controversia di tipo condominiale sulla
competenza al pagamento delle opere necessarie per l’ottenimento
del CPI (impianto elettrico e pareti di separazione con ambienti
a destinazione abitativa, da rendere REI). |
|
Il costruttore era tenuto a richiedere il certificato di
prevenzione incendi, ai fini della licenza abitativa del
fabbricato? |
Il limite di assoggettabilità dipende dal numero di
autoveicoli e pertanto l’obbligo di richiesta del CPI era già
presente al momento della costruzione. |
|
Siccome non ha provveduto a quanto sopra, il soggetto
giuridico attualmente obbligato a provvedere è il condominio in
persona dell’amministratore? |
L’obbligo della richiesta è a firma del responsabile
dell’attività individuabile nell’amministratore. |
|
Se l’amministratore provvede, a carico di chi sono le opere
che dovevano già essere state fatte nel 1986/89? Di tutto il
condominio dell’autorimessa oppure dei due che hanno fatto la
divisione del garage, originando i 10 garage che secondo alcuni
condomini fanno scaturire le necessità del CPI |
Stante quanto già affermato nel primo quesito, l’obbligo
dell’esecuzione dei lavori è a carico del responsabile
dell’attività. |
|
Se l’amministratore non provvedesse alla richiesta di esame
di progetto e di CPI e qualcuno facesse un esposto cosa potrebbe
succedere? |
Scatterebbero le sanzioni previste dalla vigente normativa |
|
Quesito 19 - Esercitazioni antincendio |
|
La frequenza delle esercitazioni antincendio in un’attività a
medio rischio, in base al D.M. 10/03/1998, quante volte deve
essere svolta durante l’anno? |
Frequenza esercitazioni una volta all’anno. |
|
Quesito 20 - Attività commerciale |
|
Un centro commerciale preesistente al D.M. 10/03/1998, deve
sostituire obbligatoriamente gli ugelli dell’impianto splinker
ed adeguarli alla normativa vigente in caso di ristrutturazione
di un’ unità locale del centro? |
Centro commerciale: non ci sono elementi sufficienti per dare
una risposta, occorre verificare la caratteristica
dell’impianto. |
|
Quesito 21 - Vie di esodo |
|
E’ possibile utilizzare una via di esodo in un locale ove
sono presenti i quadri elettrici generali dell’attività? (la
larghezza del locale è comunque superiore a Mt. 1,20) |
Per vie di fuga, vedere punto 9 del DM 9 aprile 1994. |
|
Quesito 22 - Galleria d’arte |
|
Un galleria d’arte ed esposizione al pubblico, che si
sviluppa al piano primo, con una superficie compresa fra i 400
mq. ed i 1.000 mq., a quali normative specifiche di Prevenzione
Incendi si deve conformare? |
Galleria d’arte Decreto 569/92 se trattasi di edificio
pregevole per arte o storia, Circolare 75/67 se trattasi di
edificio ordinario. |
|
Quesito 23 - Impianti elettrici |
|
In caso di ristrutturazione di un’attività già in possesso di
C.P.I., in cui è presente un impianto splinker, quale grado di
protezione (IP) deve ottenere dall’impianto elettrico il
progettista in caso di sostituzione completa dello stesso? |
Per l’ impianto elettrico in presenza di sprinkler, occorre
verificare la norma CEI 64-8. |
|
Quesito 24 - Autorimesse |
|
Le rampe esterne di accesso alle autorimesse sono soggette
alle disposizioni e misure previste dal D.M. 01/02/1986? |
NO, essendo esterne non sono da considerare autorimessa. |
|
Quesito 25 - Ospedali |
|
Esistono degli orientamenti per la realizzazione di idonei e
sicuri sistemi di apertura per le porte di uscita di sicurezza
presenti in strutture sanitarie con pazienti con particolari
patologie? |
Non esistono orientamenti specifici, comunque deve essere
valutato qualcosa nel sistema di gestione della sicurezza e nel
Piano della Sicurezza, bisogna comunque sempre valutare caso per
caso in relazione alla specifica problematica. |
|
Quesito 26 - Specifico rischio di incendio |
|
In merito all'applicazione del D.Lgs. 626/94, quali sono le
attività a specifico rischio incendi? E questo come si collega
al D.P.R. 37/98? |
Individuate le caratteristiche dei rischi della attività,
occorre la verifica in base al D.Lgs. 626/94 o al D.M.I. 10
Marzo 1998. |
Quesito 27 - Soffitti a volta
In considerazione dei tipi di solaio e solette per cui
l’allegato D.5 al D.M. 16/02/2007, entrato in vigore in
sostituzione della Circ. 91/61, fornisce i valori degli spessori
e delle distanze dalle armature necessari per presentare i
requisiti E e EI, si pone il seguente |
|
In che modo e sulla base di quale criteri è possibile
classificare E e EI un soffitto a volta, alla luce del D.M.
16/02/2007, in considerazione che tale tipo di solaio non
rientra nei casi analizzati dal suddetto decreto? |
Non è possibile. |
Quesito 28 -Impianti di segnalazione ed allarme incendio
La norma UNI 9795 "Sistemi fissi automatici di rivelazione,
di segnalazione manuale e di allarme incendio" ed. Aprile 2005,
all'art. 5.5.3.6 "Dispositivi di allarme acustici luminosi"
riporta quanto segue: "I collegamenti della centrale di
controllo e segnalazione con i dispositivi di allarme esterni
alla centrale stessa, se non sono eseguiti come indicato nel
punto 7a), devono essere realizzati con cavi resistenti al fuoco
conformi alla CEI 20-36 o alla CEI 20-45". Il punto 7a) riporta
"Elementi di connessione" "Le interconessioni devono essere
eseguite con cavi in tubo sotto strato di malta o sotto
pavimento (valgano le prescrizioni della CEI 64-8 per quanto
riguarda il tracciato di posa dei tubi, la sfilatura dei cavi,
l'esecuzione di giunzioni e derivazioni in apposite scatole); |
|
Per l'ottenimento di un C.P.I., è possibile utilizzare targhe
ottico-acustiche AUTOALIMENTATE (complete di batterie),
collegate con la centrale rivelazione incendi per mezzo di una
linea ordinaria realizzata con cavo NON resistente al fuoco
(semplice cavo a norma CEI 20-22 II), posata all'interno di
tubazione/canalizzazione in esecuzione da esterno a parete e/o
soffitto? Considerando che le targhe si attiveranno al mancare
della tensione in tampone alle batterie, monitorando sia il
taglio che il cortocircuito della linea di collegamento alla
centrale. |
Si a condizione che non sia in alcun modo impedito il
corretto funzionamento in caso di necessità della targa
ottico-acustica. Va inoltre ricordato che l’impianto in cui è
inserita la targa ottico-acustica, una volta realizzato, dovrà
risultare certificato e documentato così come richiesto
dall’attuale DM 37/08 |
|
Quesito 29 -Estensioni di validità |
|
Gradirei un chiarimento sulle modalità di utilizzo e
predisposizione delle cosiddette “estensioni di validità” di
particolari risultati sperimentali. Il mio caso particolare
riguarda l’utilizzo di collari intumescenti da applicare su
pareti di materiale e spessore differente da quelli di prova e
anche di diametri di tubazioni differenti. |
non si possono fare estensioni sulle certificazioni |
|
Quesito 30 - D.M. 09 Marzo 2007 |
|
Nella richiesta di CPI per attività derivata da
smantellamento di attività dotata già di CPI, si possono
riutilizzare le certificazioni già prodotte ? (non con
modulistica 2008) |
Per la certificazione della resistenza al fuoco vale quanto
indicato al punto 4 comma 4 del D.M. 09 Marzo 2007 |
|
Quesito 31 - CPI Autorimessa |
|
Autorimessa 100 posti auto, sono sempre validi i portoni di
compartimentazione (PASTORE) installati nel 1987 CPI del 1987 ?
Tali portoni sono privi di certificato di omologazione ed hanno
altezza m 1,90 (hanno C.P.I.) dopo 20 anni vanno sostituite ?
L’elemento termosensibile è ancora efficiente ? Per il montaggio
occorrono particolari requisiti dalla ditta ? Impianto sprinkler
le testine sono valide ancora dopo 20 anni ? Gruppi di pompaggio
dopo 20 anni è sufficiente l’adeguamento alla 46/90? |
se esiste il CPI ed è stato rinnovato alle scadenze e “nulla
è mutato”, è possibile da parte del titolare dell’attività
richiedere il rinnovo del C.P.I.; con perizia giurata verranno
verificati ed attestati gli impianti;
per quanto concerne gli impianti di Protezione Attiva, si
specifica che ricadono nel campo di applicazione del D.M. 37/08 |
|
Quesito 32 - Marcatura CE |
|
La conformità dei prodotti marcati “CE” sostituisce la
dichiarazione di omologazione del prodotto al prototipo
approvato ? |
per la Consulta la domanda non risulta chiara, in quanto non
si comprende a quale prodotto si riferisce |
|
Quesito 33 - Compilazione di modelli |
|
La non corretta compilazione dei modelli, illustrati dall’Ing.
VIERI, da parte del Professionista abilitato come viene visto ai
fini di un rilascio di un Certificato CPI o all’approvazione di
un Progetto da parte dei VV.F. ? in un ritardo ? nel rilascio ?
nella richiesta di informazioni da parte del professionista ? |
In fase istruttoria e/o di sopralluogo con documentazione
carente, il Comando Provinciale, può richiedere documentazione
integrativa |
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Quesito 34 - CERT-REI 2008 |
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Qualora il costruttore fornisca la certificazione di
resistenza al fuoco delle strutture, è comunque necessario
presentare il CERT-REI 2008 ? |
Si |
|
Quesito 35 - Abitazione |
|
Esiste una particolare abilitazione per eseguire opere edili
nel settore della sicurezza antincendio, e se si, quale è la
norma che obbliga ad avere tali requisiti ? |
Non esistono particolari abilitazioni per eseguire opere
edili nel settore dell’antincendio |
|
Quesito 36 - D.M. 09 Marzo 2007 |
|
Per pratiche in “itinere” (con E.P. approvati prima della
Lettera Circolare 04/2008) per le quali sono state acquisite
certificazioni con la procedura ex D.M. Maggio 98, si può
completare con la vecchia procedura ? |
Lo spartiacque per l’utilizzo di certificazioni è il D.M. 09
Marzo 2007, che si applica alle attività i cui progetti sono
presentati ai Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, in data
successiva all’entrata in vigore del Decreto stesso |
|
Quesito 37 - Alberghi |
|
Una attività ricettiva < 25 posti letto, con dei ripostigli
di 7 mq e 11 mq, è obbligatorio l’installazione di rivelatori di
fumo in tutta l’attività ? |
Il D.M. 09 Aprile 1994 e successive modifiche, non lo
prevede, non vi è obbligo di installazione di rilevatori di fumo |
|
Quesito 38 - Resistenza al fuoco |
|
Nel seguente compartimento REI 120 qualora il soffitto sia
provvisto nella sua interezza di un controsoffitto in
cartongesso con griglie di aerazione con tubazione in metallo,
al fine della certificazione va provata la resistenza del solaio
di copertura oppure è sufficiente quello del controsoffitto e
della tubazione ? |
Il sistema griglie e controsoffitto, presente nello schema
allegato, deve essere verificato ai fini della Resistenza al
Fuoco |
|
Quesito 39 - Metodo tabellare Circolare 91/1961 |
|
Per edifici esistenti (quindi almeno con NOP o CPI o Parere
Favorevole Esame Progetto) per i quali è necessario richiedere
C.P.I. ( per mancato rinnovo, per piccole modifiche o altro) per
gli elementi esistenti è possibile continuare a utilizzare il
metodo tabellare Circolare 91/1961 (ovvero utilizzato per gli
atti precedenti) ? Il rinnovo di CPI scaduti entro quanto può
essere fatto ? talvolta le richieste vengono fatte dopo la data
di scadenza e vengono portate a temine (cosi mi viene riferito)
ciò purtroppo induce alcuni committenti e progettisti
compiacenti a assolvere tale procedura “denigrando” altri
tecnici che invece sono più precisi. Ovviamente l’elasticità è
sempre gradita purchè non snaturi il concetto di rinnovo. |
le risposte si trovano al punto 4 comma 4 del D.M. 09 Marzo
2007 ed al punto 1 comma 2 dello stesso Decreto Ministeriale;
la risposta è contenuta nella Lettera Circolare Ministeriale
P03/4101 sot 72/e del 05 Febbraio 1999 |
|
Quesito 40 - Cisterne di gasolio per autotrazione con
serbatoio fuori terra |
Cisterne gasolio autotrazione possono essere utilizzate in
una azienda industriale ?
Necessitano di CPI ?
Nelle aziende agricole non necessitano di CPI ?
Devono attenersi ad un Decreto del 1990 ?
Differenza tra la stessa cisterna per autotrazione in una ditta
artigianale industriale oppure in una azienda agricola. |
Gli usi consentiti per le cisterne di gasolio per
autotrazione con serbatoio fuori terra (distributori contenitori
mobili di carburante), di cui al D.M. 19/3/1990, sono quelli
rispondenti alle norme tecniche di prevenzione incendi
attualmente in vigore:
- Per rifornimento macchine in uso in aziende agricole, cave e
cantieri. Rif. Normativi: D.M 19/3/1990.
- Per rifornimento macchine operatrici non targate e non
circolanti su strada in altre attività produttive (diverse da
aziende agricole, cave e cantieri). Rif. Normativi: D.M.
19/3/1990 – Lettera Circ. M.I. prot.n.P322/4113 sott.70 del
9/3/98.
- Per rifornimento automezzi destinati all’attività di
autotrasporto. (Capacità massima complessiva del deposito: 9 mc
in 1 o più contenitori – punto 2 dell’allegato al D.M. 12/9/03)
L’attività di autotrasporto deve risultare da specifica
documentazione rilasciata dalla Camera di Commercio.
Rif. Normativi: D.M 19/3/1990 – D.M. 12/9/03. |
|
Quesito 41 - Rinnovo CPI |
|
Se il CPI è in scadenza e si stanno facendo lavori di
ristrutturazione/ampliamento, approvati dai VVF, ad attività in
esercizio, che però non sono ancora conclusi, quindi non si
hanno tutti i documenti per la richiesta del nuovo CPI e per la
DIA, come si può fare? Ne si può chiedere il rinnovo del vecchio
CPI perchè le condizioni sono mutate. |
Non risulta possibile procedere al rinnovo del CPI in
mancanza della dichiarazione di “situazione non mutata” (Mod. VF
Pin 5) in conformità dell’art. 4. DPR 37 del 12.1.1998. |
|
Quesito 42 - Gruppo elettrogeno |
|
La società per la quale lavoro possiede un numero cospicuo di
Gruppi Elettrogeni senza marcatura CE. E’ possibile comunque
procedere alla formalizzazione di pratiche per l’ottenimento del
relativo CPI? |
Per la presentazione di una domanda di EP e per il successivo
ottenimento del CPI occorre seguire la regola tecnica DM 22
Ottobre 2007 (Titolo III capo I art. 1.1) che richiede che la
macchina sia marcata CE. |
|
Quesito 43 - Modelli ministeriali |
|
La dichiarazione di conformità di prodotti omologati e/o
certificati ai fini della reazione/resistenza al fuoco deve
essere sempre prodotta su modelli ministeriali? Con la posa in
opera di una lastra antincendio su un pilastro in cemento armato
per ottenere lo spessore di copriferro richiesto dalle normative
(supponiamo che il copriferro sia insufficiente) il
professionista deve richiedere la posa in opere del prodotto
installato alla ditta installatrice? Su quale modello? DICH:RIV:PROT-2004?
Perchè la circolare P515/4101 parla di abolizione della DICH:RIV:PROT-2004
e in quale casi? |
L’obbligo di utilizzo del modello ministeriale non sussiste
più ma è buona prassi, nell’ambito del rapporto fra
professionista certificatore e ditta installatrice, utilizzare i
precedenti modelli DICH:RIV:PROT-2004 e DICH:POSA IN OPERA-2004,
così come indicato nella circolare P515/4101. |
|
Quesito 44 - Depositi Olio di oliva |
|
I depositi di olio di oliva sono attività soggette al
controllo da parte dei VV.F qualora superino determinate
capacità |
In merito al quesito il Comando riporta una nota del
Ministero prot. N. P317/4101 sot.135/B del 12.04.02 nella quale
si afferma che i depositi di olio di oliva rientrano
nell’attività n. 15 del D.M. 1602/82. |
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Quesito 45 - Distributori mobili di carburante |
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Si tratta di un’impresa edile che ha nella propria sede
legale un impianto mobile per la distribuzione di carburante
(gasolio) omologato da 3000 litri con cui alimentano il proprio
muletto, che impiegano nella sede per movimentare ad esempio i
pancali di mattoni o di cemento, sia per alimentare un piccolo
serbatoio mobile (da 700 litri circa) installato su un
camioncino che permette di alimentare gru o ruspe che si trovano
nei vari cantieri edili dislocati sul territorio. La domanda è:
deve essere richiesto il CPI per tale attività essendo il
serbatoio di volume superiore a 0,5 m3 ? Oppure facendo
riferimento al DM 19/03/90, il quale prende in considerazione
questi contenitori-distributori mobili e provvisori con capacità
geometrica del serbatoio non superiore a 9.000 litri non sono
soggetti all’obbligo del certificato di prevenzione incendi e
quindi non importa richiedere il CPI? Siccome tale DM fa
riferimento al rifornimento di carburante per macchine in uso
presso az. Agricole, cantieri, cave, ecc. faccio presente che il
distributore mobile da 3000 litri si trova presso la loro sede
legale ed operativa ma non presso il cantiere edile, ad
eccezione del muletto. Nel cantiere intervengono con quello da
700 litri che si portano dietro il camion. |
In merito al quesito il Comando riferisce che l’impianto in
questione, distributore-contenitore mobile di carburanti, nel
caso specifico di gasolio, trovandosi ad operare nell’ambito di
un Impresa edile determini l’assoggettabilità a Certificato di
Prevenzione Incendi dell’Impresa stessa. Viene inoltre
specificato che l’impianto in oggetto deve essere utilizzato
esclusivamente per il rifornimento dei motori di macchine ed
automezzi non circolanti su strada e non per il riempimento di
altre cisterne. |
Quesito 46 - Autorimesse
In relazione alla problematica su autorimesse nel
seminterrato di un grande condominio (40 posti auto), le uscite
dall'autorimessa sono 3 e verso i vani scale, tramite
altrettanti filtri a prova di fumo. I canali di fumo dei filtri
corrono per buona parte in orizzontale entro il locale
autorimessa e si raccordano poi ad un'unica grande canna fumaria
che va a tetto. All'interno del filtro a prova fumo, subito
all'imbocco del canale medesimo, che è in lamiera zincata per
tutta la sua lunghezza, anche all'interno dell'autorimessa, una
serranda tagliafuoco lo isola dall'autorimessa stessa. |
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E' tollerato che il canale di fumo sia semplicemente di
lamiera zincata, ovvero senza adeguata resistenza REI,
all'interno dell'ambiente a rischio - autorimessa - giacchè è
isolato tramite la serranda tagliafuoco nei confronti del filtro
a p. fumo? La domanda deriva, da una parte dalla pratica
difficoltà di rendere REI il suddetto canale, dall'altra dal
fatto che la funzionalità del filtro a p. fumo deve essere
necessariamnete vista nelle prime fasi dell'incendio, ovvero
quando il canale zincato ancora può funzionare nell'evacuazione
fumi; mentre in una fase di fuoco maggiore, quando ormai è di
fatto impensabile che vi siano persone in grado di fuggire, il
canale viene pur distrutto ma il fuoco non penetra nel filtro a
p. fumo e conseguentemente nel resto dell'edifico, per la
presenza della serranda tagliafuoco. In subordine si chiede se
la soluzione prospettata possa essere considerata "normale" e
quindi accettabile con una pratica di parere preventivo, oppure
debba essere necessariamente richiesta deroga. |
Il canale deve essere realizzato con materiali resistenti al
fuoco di corrispondente al compartimento attraversato.
La serranda tagliafuoco vanifica di fatto la funzione di
ventilazione del canale e quindi non puo essere inserita lungo
il percorso del canale.
Il percorso della canalizzazione può essere sub orizzontale
purché sia dimostrato il corretto tiraggio, in analogia a quanto
previsto dal DM 15-09-2005. |
Quesito 47 - Direttiva ATEX
Per il rilascio di un parere di conformità (ristrutturazione
di un Salumificio con centrale frigo ad ammoniaca [rete
distribuzione a miscela di glicole]) è stata richiesta la
produzione del "documento sulla protezioe da esplosioni" ex dlgs
81/08. |
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Da chiedere ai VVF se hanno loro circolari in merito alla
applicazione o indicazioni di normative guida perchè il TIT XI e
l' ALL. XLIX risultano abbastanza generici e la EN
60079-10abbastanza ardua per una stesura del documento che abbia
un concreto riscontro poi con la realtà operativi (vera tutela
vs il rischio) |
Laddove sia richiesta la valutazione del rischio esplosione,
direttiva atex, dovrà essere prodotto un documento in base alle
normative di riferimento. Allo stato dell’arte non esistono
circolari o direttive specifiche emesse del CNVVF |
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Quesito 48 - Deroga in via generale |
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La Deroga in via generale si applica alle nuove attività? |
Non è possibile dare una risposta unica, in quanto le deroghe
in via generale si riferiscono a regole tecniche specifiche da
analizzare caso per caso |
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Quesito 49 - Porte su scale di sicurezza |
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In riferimento alle scale di sicurezza esterne, con
esclusione di quelle instyallate all’interno dei locali di
pubblico spettacolo, realizzate secondo il dm 19/08/96 e di
quelle installate presso gli alberghi realizzate secondo il
testo coordinato del dm 9/04/94 con il dm 6/10/03, che devono
possedere determinate caratteristiche – le porte che, in
corrispondenza di ciascun piano, collegano l’edificio dotato di
scale di sicurezza esterne con la stessa, quale delle tre
caratteristiche devono possedere; 1 – una predeterminata
caratteristica di resistenza al fuoco 2 – essere incombustibili
ad es porte in ferro 3 – essere in vetro La situazione cambia se
in ciascun piano dell’edificio sono presenti attività soggette a
controllo dei VVF? E se soltanto qualche piano dell’edificio
ospita attività soggette a controllo dei VVF? |
Salvo quanto espressamente previsto da regole tecniche
inerenti ad attività specifiche, deve essere verificato quanto
indicato al punto 3.8 ultimo capoverso del DM 10/03/1998; |